Da Chendgu - Dal 1° al 3 aprile si tiene presso il New Conference and Exhibition Center di Chendgu, provincia di Sichuan, la 19° edizione di Ecomondo China CDEPE, kermesse di Italian Exhibition Group su transizione ecologica ed economia circolare in Cina. L’evento ha un buon numero di partecipanti cinesi e una nutrita delegazione italiana, guidata da ITA, con 14 imprese tra cui Nextchem, HBI, GreenOil e Iride Acque.

“Abbiamo portato eccellenze italiane per individuare potenziali partner e clienti nella Cina occidentale e creare delle sinergie tra le aziende italiane e quelle cinesi”, commenta a Materia Rinnovabile Ilaria Cevoli, International Project Manager di Ecomondo China CDEPE.

L’interesse tra i presenti è palpabile. “C’è grande ammirazione per quello che fa l’Italia”, spiega Gao Lin, presidente della Sichuan Environmental Protection Industry Association in un panel moderato da Materia Rinnovabile sull’economia circolare. “La collaborazione tra i paesi sarà un tassello per il raggiungimento del Dual Carbon Goal.”

“Ho partecipato a Ecomondo anche in Italia per cercare nuove tecnologie da implementare nei nostri parchi industriali e ritengo fondamentale questo tipo di incontri qui in Cina”, aggiunge Luo Jialong, del colosso Herrel Environmental Protection Industrial Company, specializzato in gestione dei rifiuti urbani. “La collaborazione è fondamentale, abitiamo lo stesso unico pianeta.”

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Per il console generale italiano a Chongqing, Fabio Schina, “nel corso dell'ultimo anno e mezzo c'è stato un forte rilancio a 360 gradi dei rapporti fra Italia e Cina, a partire dalla visita del ministro Tajani nel 2023 e poi dalle due visite politiche molto importanti della presidente del Consiglio Meloni e del presidente della Repubblica Mattarella”.

In un colloquio con la nostra rivista, Schina ha ribadito l’auspicio che il “dialogo con Pechino venga continuato e rafforzato. Come consolato il nostro impegno è quello di promuovere localmente iniziative di collaborazione come questa”.

I dati d’altronde parlano da soli. “L’andamento dell'export italiano verso la Cina nei primi undici mesi del 2024 è stato molto positivo, con un incremento del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2023 e un valore di export di 2,35 miliardi di euro circa”, spiega Federica Galli, vicecommissaria per il commercio di Italian Trade Agency a Pechino. “La Cina è il sesto paese di destinazione dell'export italiano in materia di tecnologie verdi ed è l’unico dei fornitori della Cina con segno positivo. Tra i settori che performano meglio: la purificazione dell'aria e l'efficientamento energetico.”

Soddisfazione anche tra le aziende italiane presenti, che hanno dichiarato che la fiera ha creato “opportunità importanti” (Iride Acque) e “occasioni di nuove partnership inaspettate ma che potrebbero portare buoni frutti” (GreenOil).

Investire nel Sichuan

Se le grandi aziende del settore delle rinnovabili e dell’economia circolare sono spesso collocate nei grandi conglomerati industriali costieri, il Sud-Ovest è un’area geografica importante della Cina in sviluppo, con realtà significative sul fronte della manifattura, ma anche della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico.

“Nella provincia del Sichuan ci sono tutte le basi per sviluppare delle forme di collaborazione e di cooperazione fruttuose sia per la parte cinese, ma soprattutto per la parte italiana, per le imprese italiane che vogliono affacciarsi in quest'area meno conosciuta rispetto a Pechino o la costa”, spiega il console Schina.

“Il Sichuan è un ottimo punto di ingresso per tutto il paese”, aggiunge Galli. “La Cina è fermamente impegnata negli obiettivi della Dual Carbon Strategy. Con l’obiettivo di picco delle emissioni al 2030 alle porte il momento di guardare alla Cina per le tecnologie verdi è adesso.”

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I vantaggi strategici per le aziende italiane interessate ad aprire in Cina sono illustrati da Zhong Qi, vicedirettore del Dipartimento per la promozione degli investimenti della contea di Jintang. “La regione è ben collegata con il corridoio ferroviario Cina-Europa, permettendo il trasporto di merci in circa 12 giorni, oltre che dalla presenza del maxi aeroporto di Tianfu, collocato a meno di 45 minuti da Chengdu e nei pressi della nuova area industriale di Jintang.”

Durante una visita guidata si è potuto assistere allo sviluppo del futuro complesso industriale Jintang, un’area immensa di oltre 60 km² che include un parco industriale legato alle “nuove forze produttive di qualità” e alla “nuova energia”.

Si creerà un “Green Valley New Material Industrial Park” legato alle energie rinnovabili, in particolare batterie (già presente il colosso Houyou e presto arriverà Catl) e fotovoltaico (TW solar) insieme alle tecnologie di riduzione degli impatti ambientali (filtri, membrane, depurazione), efficienza energetica ed economia circolare.

A Ecomondo China CDEPE si è infatti dedicato spazio anche alla bioeconomia, al rifiuto organico, alla gestione delle acque reflue e degli scarti industriali. “Il Sichuan è storicamente una importantissima realtà agricola ed è considerato uno dei granai della Cina”, spiega Schina. “C'è un grande potenziale per l’agrifood e tutti gli scarti organici. Basti pensare che Chengdu, capitale del Sichuan, con 20 milioni di abitanti, ha circa 700.000 ristoranti. Si capisce subito la scala di opportunità che ha il rifiuto organico.”

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Italia-Cina 2030

Per l’Italia, dunque, è il momento di accelerare sulle green partnership con le controparti cinesi. “Una fiera come Ecomondo China ha la possibilità di diventare un grande catalizzatore di crescita dei rapporti e degli scambi tra i due paesi, in una fase di forte scontro commerciale iniziato dagli Stati Uniti”, commenta Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Technology Division di Italian Exhibition Group Spa. “Il nostro impegno è quello di rafforzarla e farla crescere nei prossimi anni rendendo la fiera anche un forum di importante dialogo tra i due paesi sui temi della green economy, della decarbonizzazione e dell’economia circolare di riferimento non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa.”

Se la fiera riminese si è saputa posizionare con grande capacità nel panorama italiano ed europeo, nel medio termine, visto il grande apprezzamento del lavoro svolto, c’è da scommettere che diventerà un punto centrale della discussione industriale sulla transizione ecologica, sulle tecnologie ambientali ed economia circolare.

“Sono sicura che tra Europa e Cina si strutturerà sempre di più un chiaro rapporto industriale e commerciale sotto l’egida degli obiettivi multilaterali dell’Accordo di Parigi e delle convenzioni ONU su biodiversità e i trattati sull’inquinamento”, conclude Astolfi. “L’Italia da sempre esprime tecnologie e soluzioni di alto profilo nel settore della valorizzazione delle risorse e del waste management, ed è da sempre tra i paesi più amati in Cina: può quindi avere un chiaro ruolo di ambasceria e di rappresentanza in questo campo. Ecomondo è pronta a fare la propria parte di luogo di incontro e scambio.”

Alessandra Astolfi

 

In copertina: un panel moderato da Emanuele Bompan, Ecomondo China 2025