Ad incidere sulla raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche, i cosiddetti RAEE, sono i comportamenti scorretti dei cittadini: 1 su 6 lo fa in modo inappropriato, gettandoli nel sacco dell'indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica. Ai primi posti per gestione scorretta ci sono asciugacapelli, tostapane e frullatore, seguiti dai caricabatterie per cellulari. Secondo i dati del Consorzio Erion WEEE, nel 2022 la raccolta è diminuita del 7% rispetto all’anno precedente, passando da 266.614 tonnellate gestite a 246.000.

Lontani dai target europei

"Siamo di fronte a una situazione allarmante, che non può essere trascurata - ha dichiarato Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE - Com'è possibile che ancora oggi non si sia in grado di intervenire con azioni decise per contrastare questi fenomeni che danneggiano il pianeta e l'economia? Sono ancora troppi i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che finiscono nelle mani sbagliate".

Mancando all'appello oltre 400.000 tonnellate di RAEE domestici, Erion - che rappresenta una quota del 69% sull'intero sistema italiano - stima che l’Italia sia distante oltre 35% punti percentuali dal target di raccolta europeo fissato al 65% rispetto all'immesso sul mercato nei tre anni precedenti

I comparti più in calo

La flessione ha riguardato tutti i raggruppamenti RAEE, a eccezione delle sorgenti luminose. Sono i piccoli elettrodomestici a subire il calo più significativo (-14%) con 20.107 tonnellate (23.357 nel 2021).
Calo anche per
televisori e monitor (raggruppamento R3) che, dopo la crescita esponenziale del 2021 dovuta all’effetto del "bonus rottamazione TV", si ferma a circa 44.632 tonnellate segnando un -10% rispetto all’anno precedente. Diminuzione anche per il gruppo “refrigerazione” con 77.464 tonnellate raccolte (-2%), così come per i rifiuti elettronici “più pesanti”, ossia quelli che al loro interno contengono elevate quantità di materie prime recuperabili: -9% per i grandi elettrodomestici (R2), che passano dalle oltre 114.700 tonnellate del 2021 alle 104.551 tonnellate del 2022.

I benefici della raccolta RAEE

Nonostante la decrescita, Erion WEEE ha ottenuto ottimi risultati nel riciclo di questi rifiuti, dimostrando ancora una volta quanto il recupero delle materie prime sia strategico per l’economia circolare italiana. Il tasso di riciclo delle materie prime seconde è stato infatti pari a 89,5% delle oltre 246.000 tonnellate di RAEE domestici gestite. Da queste, il Consorzio ha ricavato più di 125.000 tonnellate di ferro, circa 5000 tonnellate di alluminio, oltre 5000 tonnellate di rame, e 32.000 tonnellate di plastica.

Il corretto smaltimento dei RAEE contribuisce in maniera significativa anche alla mitigazione del riscaldamento globale. Nel caso di Erion ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di circa 1,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 1760 kmq (esteso quanto la provincia di Cremona), e generando un risparmio di oltre 370 milioni di kWh, superiori ai consumi domestici annui di una città come Bari (315.000 abitanti).

Immagine: Florian Weichelt (Unsplash)