Si stringe il cerchio per individuare il sito dove sorgerà il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi. Il 15 marzo Sogin, la società pubblica incaricata del decommissioning nucleare italiano, ha infatti trasmesso al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee (CNAI) emersa dopo la grande consultazione pubblica conclusasi lo scorso 14 gennaio. Una volta approvata dal Ministero, la Carta verrà resa pubblica e si potranno finalmente raccogliere le manifestazioni di interesse delle località coinvolte.

Un anno di consultazione pubblica per il Deposito Nazionale

La Carta delle aree idonee contiene un elenco di siti sul territorio italiano giudicati adatti alla realizzazione del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico annesso.
Il deposito (come abbiamo spiegato nel dettaglio qui) servirà a stoccare perlopiù
rifiuti a medio-bassa radioattività e, solo in via temporanea, anche una certa quantità di rifiuti ad alta radioattività derivanti dal decommissioning delle ex centrali nucleari italiane.
Da
oltre 30 anni queste scorie attendono una sistemazione definitiva, non semplice da trovare a causa della sensibilità del tema. Proprio per questo motivo Sogin, ispirandosi alle esperienze francesi, ha avviato negli ultimi due anni un percorso di consultazione pubblica unico per il nostro Paese.
La fase di consultazione è partita ufficialmente il 5 gennaio 2021 con la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), che individuava 67 siti concentrati principalmente in Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.
Il periodo di consultazione è durato più di un anno, raccogliendo pareri e interventi di centinaia di soggetti, enti e privati cittadini. Nei primi sei mesi sono state raccolte oltre 300 osservazioni e proposte tecniche sulla CNAPI e sul progetto del Deposito Nazionale. A questa fase è seguito il
Seminario Nazionale, articolato in nove incontri trasmessi in streaming e conclusosi il 15 dicembre con la pubblicazione degli atti ufficiali. Infine, nei 30 giorni successivi sono state raccolte ulteriori osservazioni per arrivare alla stesura della Carta Nazionale delle Aree Idonee.
“La proposta di CNAI trasmessa al Ministero della Transizione Ecologica – si legge sul comunicato di Sogin - è stata predisposta sulla base delle oltre
600 tra domande, osservazioni e proposte, per un totale di oltre 25mila pagine costituite da atti, documenti, studi, relazioni tecniche e cartografie, complessivamente presentate nel corso di un anno”.

Cosa succede ora

Adesso la palla passa al Ministero della Transizione Ecologica che, una volta sentito il parere tecnico dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), dovrà approvare con un decreto la CNAI, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
A quel punto la Carta potrà essere pubblicata sui siti web di Sogin, dei due Ministeri e dell’ISIN e si conoscerà la rosa delle aree definite come adatte a ospitare il Deposito Nazionale.
Il percorso però non finisce qui. Dovranno infatti essere gli
Enti locali stessi a farsi avanti con una manifestazione di interesse, in modo da poter arrivare a una decisione condivisa sul sito da scegliere.

Immagine: centrale di Trino (ph Sogin)