Biodiversità, tutela del suolo e degli oceani, finanza sostenibile ed economia circolare. Questi i grandi temi trattati nella prima giornata del G20 Ambiente, che si è aperto il 22 luglio a Napoli. In una città blindata, gli esponenti delle principali economie del mondo, che rappresentano più dell’80% del Pil globale, si sono riuniti per discutere di crisi ambientale e possibili soluzioni. Oggi la seconda e ultima giornata del summit affronta i capitoli più spinosi: clima ed energia.

Biodiversità e network Unesco

I grandi del mondo hanno riconosciuto per la prima volta i risultati del recente rapporto IPBES e IPCC sul nesso tra biodiversità e cambiamento climatico lanciato il 10 giugno scorso. Sulla scorta dei dati forniti da queste due massime autorità scientifiche internazionali, il G20 ha stabilito di puntare su soluzioni basate sulla natura (NBS) e approcci basati sull'ecosistema (EBAs) per affrontare la perdita di biodiversità, ripristinare i terreni degradati e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici. È stata anche approvata la proposta di istituire un workshop internazionale per condividere buone pratiche e ricerche su questo tipo di soluzioni.
Alla conservazione e protezione degli ecosistemi è dedicato anche il
network Unesco, ideato dall’Italia, che funzionerà come strumento di capacity building mondiale per aiutare enti gestori di aree protette e territori di eccellenza e ad elevato valore naturalistico riconosciuti dall’Unesco in ogni regione continentale attraverso azioni di conservazione, salvaguardia, gestione, formazione ed educazione.

Suolo, acqua, oceani

Il G20 ha invitato i Paesi membri e tutto il mondo a promuovere azioni di conservazione, protezione, ripristino e uso sostenibile di suoli, risorse idriche e oceani.
Per il
suolo in particolare, i grandi del mondo si sono appellati al target 15.3 dell’Agenda 2030 dell’Onu, chiedendo di rafforzare le iniziative per recuperare almeno il 50% delle aree degradate entro la fine del decennio.
Per le risorse idriche, l’impegno è di garantire a tutti l’
accesso all’acqua potabile e a servizi igienico sanitari attraverso una più efficiente e sostenibile che faccia anche ricorso a Nature Based Solutions (NBS) o Ecosystem Based Approaches (EBAs).
Su
mari e oceani, sono stati diversi i temi discussi: la gestione delle arre marine protette; la decarbonizzazione ed efficienza energetica nei porti e nelle città costiere; le attività di estrazioni minerarie sottomarine; la pesca illegale o non sostenibile, il Marine Litter. L’impegno, in generale, va verso un uso più controllato delle risorse da ottenere anche attraverso accordi e regolamentazioni internazionali (come per la pesca non sostenibile o il seabed mining).

Economia circolare e finanza sostenibile

Un impegno, seppur non vincolante, arriva anche sul fronte dell’economia circolare e della finanza verde. Il G20 ha adottato la visione dell’economia circolare e punta a raddoppiare la circolarità dei materiali invitando i Paesi a stabilire obiettivi volontari da raggiungere entro il 2030.
Il consesso dei grandi si impegna inoltre a
rafforzare gli investimenti nelle attività del capitale naturale e a promuovere flussi finanziari destinati al clima, alla protezione della biodiversità e al ripristino degli ecosistemi. Si tratterà dunque di allineare la finanza verso lo sviluppo sostenibile, obiettivo da monitorare attraverso una roadmap pluriennale redatta dal Sustainable Finance Working Group del G20.